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Al Pacino rischiò il licenziamento sul set del Padrino

Al Pacino rischiò il licenziamento sul set del Padrino

E’ difficile pensare ad un altro attore della parte di Michael Corleone, eppure abbiamo corso questo rischio

Al Pacino rischiò il licenziamento sul set del Padrino
Una scena de Il Padrino, che ha come protagonista Al Pacino
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Al Pacino rischiò il licenziamento sul set del Padrino, lo sapevate? Sembra incredibile che uno degli attori più bravi ed espressivi della storia del cinema avesse rischiato di essere sostituito eppure è andata davvero così. Lo ha raccontato l’attore in un serie di interviste come quella al Guardian nel 2015. In quell’occasione l’attore disse:

Rischiai di essere licenziato sul set del Padrino. Non erano convinti che fossi l’uomo adatto per il ruolo di Michael Corleone per divergenze con la produzione.

Al Pacino nel Padrino interpreta la parte di Michel il figlio minore di Don Vito Corleone. Quest’ultimo è interpretato da Marlon Brando ed è uno dei personaggi più iconici della storia del cinema. Un semplice immigrato siciliano in America, che diventerà uno dei più potenti capi-mafia del paese. Quello che forse non sapete è che Marlon Brando è stato importante per evitare il licenziamento di Al Pacino.

Al Pacino rischiò il licenziamento sul set del Padrino e fu importante per lui il sostegno di Marlon Brando

Si trattava solo del terzo film in carriera per Al Pacino ed era quello più importante. Era comprensibile un po’ di timore e, come ha ricordato lo stesso Al Pacino in un’altra intervista nel 2010, Marlon Brando si rivelò un figura importante per lui sul set.

Lavorare al fianco di Marlon Brando in un film è stato inizialmente un po’ snervante per me. I responsabili dello studio stavano cercando di farmi licenziare. Io sapevo come volevo interpretare il ruolo, ma nessuno poteva vedere cosa stavo facendo. Non era una situazione facile ed è diventato un momento molto difficile per me. Marlon mi ha preso sotto la sua ala protettrice e mi ha detto che era molto contento della mia prestazione. Disse: “Voglio che tu sappia che ti voglio davvero per questa parte”. Mi ha difeso davanti a Francis e allo studio, dicendo: “Il ragazzo sta andando alla grande”.

Al Pacino ha poi perseguito ricordando l’importanza del collega.

Il modo in cui Marlon era e il modo in cui mi trattava, era molto sensibile e buono con me. Il suo sostegno è stato inestimabile sia per il mio ruolo di Michael Corleone che per la mia autostima di giovane attore. L’ho amato. Recitare è la mia vita e attraverso di essa ho scoperto una comprensione di me stesso e un modo per esprimere i miei sentimenti più intimi. Sono grato di aver conosciuto Marlon Brando, non solo per la sua gentilezza nei miei confronti durante le riprese de Il Padrino, ma per l’opportunità che ho avuto di recitare al suo fianco a testimonianza del suo grande talento.

Pensate come sarebbe stato Il Padrino senza Al Pacino

E’ incredibile non trovate? Potevamo non vedere Al Pacino ne Il Padrino a causa di semplici divergenze di visioni con i produttori della Warner Bros. Trattatosi di un film importante in cui Al Pacino ha potuto dimostrare tutta la sua bravura, come sarebbe potuta essere la carriera dell’attore? Al Pacino avrebbe avuto altre chance per farsi notare? Probabilmente sì per via della suo valore, ma non si può esserne certi.

Non si tratta del primo articolo riguardante una curiosità su Il Padrino, ne avevo già parlato in questo articolo: La testa di cavallo del Padrino. Infine vi ricordo che, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie, potete seguire il blog sui canali Facebook, Instagram e Twitter.

Se vi è piaciuto l’articolo “Al Pacino rischiò il licenziamento sul set del Padrino“, trovate questa ed altre curiosità nella sezione del blog non son solo film: Curiosità sul cinema.

Luca Miglietta

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