Anna Galiena su Senso 45 di Tinto Brass

Anna Galiena su Senso 45 di Tinto Brass

Anna Galiena su Senso 45 di Tinto Brass

L’attrice parlò così del suo rapporto col regista: “Abbiamo litigato dal primo all’ultimo giorno di set”

Anna Galiena su Senso 45 di Tinto Brass. Senso '45, 2002, Tinto Brass, Anna Galiena, Livia Mazzoni
Una scena di Senso ’45 che ha come protagonista Anna Galiena nel ruolo di Livia Mazzoni
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Cosa disse Anna Galiena su Senso 45 di Tinto Brass? Anna Galiena in una intervista al Corriere della Sera ha ricordato quando ha girato il film Senso ’45, spiegando di avere avuto non poche discussioni con il regista della pellicola Tinto Brass, considerato da molti il maestro del cinema erotico italiano. L’attrice ha rivelato di aver accettato la proposta di Tinto Brass, mettendo però fin da subito dei paletti precisi come racconta nell’intervista: “innanzitutto gli dissi: le scene ginecologiche con me te le scordi”.

Anna Galiena è un’attrice che si è formata niente meno che all’Actors Studio di New York, quindi certe cose non le accetta. Ha detto che Tinto Brass ha dovuto utilizzare una controfigura per le scene di nudo più spinte in Senso ’45.

Nelle scene che lui voleva rendere più hot fu costretto a mettere una controfigura, perché io non ero disposta a farmi inquadrare in certe posizioni. L’unica scena in cui sono veramente io, nuda, è quando con Gabriel Garko, ovvero il tenente Helmut Schultz, mio amante, nuotiamo nelle onde del mare.

A lei non piace questo genere di film troppo spinti perché secondo lei “la pornografia non aiuta nel cinema”. Inoltre Anna Galiena era così scontenta di aver accettato la parte di Livia Mazzoni in Senso 45, che ha raccontato di non aver partecipato nemmeno alla promozione del film. Lei ha infatti detto al Corriere: “sono andata solo alla prima conferenza stampa”.

Il rapporto con Tinto Brass

Nell’intervista al Corriere della Sera ha detto che è comunque rimasta la stima nei confronti di Tinto Brass, che conosceva già prima di girare Senso ’45.

Con Tinto ci conoscevamo da dieci anni e, prima della sua erotomania, l’ho sempre considerato, e lo considero, un uomo colto, piacevole. Avevo visto alcuni suoi film che mi erano piaciuti e più volte mi aveva proposto di lavorare insieme, gli avevo sempre risposto di no, finché mi arriva la sceneggiatura di Senso ’45. Era bellissima, fedelissima alla novella di Camillo Boito, sia pure trasferita in un’altra epoca.

Anna Galiena dice la sua su Senso 45 di Tinto Brass e spiga che pensava di accettare un film diverso

Nel 2020 Anna Galiena ha rivelato altri dettagli su Senso 45 di Tinto Brass in una intervista al quotidiano La Verità. Aveva parlato del perché aveva deciso di accettare la parte nel film di Tinto Brass.

All’inizio la sceneggiatura era bellissima, ambientata nella Venezia di fine guerra. Avevo letto la novella di Camillo Boito e ricordavo il film di Luchino Visconti, molto romantico. Brass mi conquistò facendomi vedere le sue prime opere, Il disco volante, La vacanza con Vanessa Redgrave, dove nessuno si spogliava. Poco alla volta, la sua ossessione per l’erotismo prese il sopravvento. Accettai il nudo, non le inquadrature ginecologiche. Usò delle comparse per la corsa in spiaggia girata a Ostia anziché al Lido. Anche la scena dell’orgia fu modificata al montaggio, fino a sconfinare nella pornografia.

Anna Galiena proseguendo nel rivelare alcuni dettagli interessanti su Senso 45 di Tinto Brass, ha spiegato che il suo non accettare le scene di nudo più spinte ha incrinato un po’ i rapporti col regista.

Purtroppo sì. Non feci nessuna pubblicità, partecipai appena alla conferenza stampa. I critici dissero che sarebbe stato un bel film senza quei dieci minuti di eccessi.

Come si è formata e le sue opinioni sul cinema italiano

Anna Galiena nell’intervista alla Verità, dopo aver detto la sua su Senso 45 di Tinto Brass ha parlato anche di altri argomenti. Ha raccontato ad esempio che si è formata ed ha studiato cinema negli Stati Uniti.

Alla New York university fondata da Martin Scorsese, dove finanziavano un cortometraggio di 20 minuti. Il regista mi aveva visto a teatro e mi propose di essere la protagonista».

Anna Galiena ha poi parato di come era complicato fare film nel cinema italiano.

Mi dicevano: “Qui funziona così, devi appartenere a una scuderia, a un produttore, a un politico. Oppure devi avere una famiglia ricca che ti manda alle feste finché incontri qualcuno.

Le disavventure coi produttori

Anna Galiena ha anche rivelato nell’intervista alla Verità di alcuni problemi avuti coi produttori e delle molestie subite.

Manager e produttori mi dicevano di lasciar perdere le cose americane. Squadravano il fisico, chiedevano se ero fidanzata, mi invitavano a cena. Un paio di volte ero lì lì per usare le mani. Un produttore che non c’è più mi aveva convocato per discutere di una sceneggiatura. Come sono entrata, ha chiuso a chiave l’ufficio. “E no!”, l’ho riaperto. E siccome di là c’era la segretaria si è calmato.

Condividete cosa aveva detto Anna Galiena su Senso 45 di Tinto Brass? Non ha tutti i torti a non aver accettato scene di nudo troppo spinte se non era negli accordi iniziali.

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Luca Miglietta

Pubblicato da Luca Miglietta

Luca Miglietta, classe 1988, nato a Torino, appassionato di cinema e di tutto il mondo che lo circonda. Cresciuto fin da piccolo con la passione per il grande schermo guardando saghe come Ritorno al Futuro, Star Wars ed Indiana Jones. Difficile dire quale sia il mio film preferito in assoluto, perché generalmente non mi affeziono a un singolo film a parte quelli sopracitati che sono legati alla mia infanzia. Se dovessi però dirne qualcuno penserei a: Blade Runner, Terminator o Apocalypse Now. Non amo solamente il cinema, ma anche la letteratura e la fotografia.

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