Il figlio di Renzo Montagnani

Il figlio di Renzo Montagnani

Il figlio di Renzo Montagnani

Una lesine durante il parto aveva reso la vita del bambino molto problematica

Il figlio di Renzo Montagnani. Dove vai se il vizietto non ce l'hai?, 1979, Marino Girolami, Renzo Montagnani, Lory Del Santo, Angie Vibeker
Una scena di Dove vai se il vizietto non ce l’hai? che ha come protagonisti Renzo Montagnani, Lory Del Santo e Angie Vibeker
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Conoscete la tragedia del figlio di Renzo Montagnani? Nel 1963 l’attore e la moglie Eileen Jarvis, ballerina inglese delle Blue Bells hanno un figlio che chiameranno Daniele. Il bambino non riesce a uscire dal ventre della madre e i medici usano il forcipe. Daniele a causa della nascita traumatica non riuscirà a parlare per tutta la vita. Questa sua impossibilità di esprimersi gli condizionerà la vita e lo renderà fragile e vulnerabile. A complicare le cose era il fatto che Daniele era costantemente bisognoso di cure e ricoveri costosi salva vita.

Il figlio di Renzo Montagnani morirà nel 2004, a soli 41 anni, di tumore, come il padre, deceduto a 67 anni nel 1997. Dietro al sorriso di Renzo Montagnani si celava un terribile dramma famigliare e una dolorosa tristezza. Di lui Indro Montanelli diceva: “come attore ha sacrificato il suo talento, che era grande, accettando qualsiasi cosa. Una vita disgraziatissima, la sua, da questo punto di vista”. Renzo Montagnani da attore di grande talento divenne il simbolo delle commedie sexy degli anni 70 accanto ad attrici come Edwige Fenech, Gloria Guida, Paola Senatore o Barbara Bouchet.

L’attore dovette accettare a lungo ruoli nella commedia sexy e molto trash degli anni Settanta perché era molto remunerativa. In questo modo poteva pagare le costose cure per il figlio Daniele, che era spesso ricoverato in una clinica di Londra. Lui girava quei film della commedia sexy all’italiana, che rispettava ma non amava, quasi solo per ragioni economiche. Il teatro e i film più impegnati non gli avrebbe mai fornito tutti quei soldi che solo quel filone della commedia trash poteva fare.

Il figlio di Renzo Montagnani era bisognoso di costose cure

Fra le interpretazioni più note di Renzo Montagnani c’è quella del barista Guido Necchi in Amici miei – Atto II e Amici miei – Atto III. Ha recitato anche in film impegnati parallelamente alla commedia sexy accanto bellissime attrici di cui parlo in questo articolo: “Eravamo naturali io Edwige Fenech e Gloria Guida”, dice la Rizzoli. Tra i film di spessore a cui ha preso parte Renzo Montagnani ci sono: L’arma, l’ora, il movente, Rappresaglia, Il delitto Matteotti, Dove volano i corvi d’argento, Giocare d’azzardo e State buoni se potete.

Anche il collega Lino Banfi parlò del dramma del figlio di Renzo Montagnani. L’attore pugliese disse: “io trascorrevo molto tempo con lui anche fuori dal set cinematografico ed ero entrato nei suoi problemi, perché a me piace parlare e capire le persone. Volevo aiutarlo, avevo capito che era in seria difficoltà”. Poi Lino Banfi prosegue: “era disperato e beveva molto per il dolore procuratogli dalla grave malattia del figlio Daniele, un bellissimo ragazzo molto alto”.

L’attore pugliese prosegue raccontando un episodio: “quando eravamo a Courmayeur, stavamo girando La moglie in vacanza… l’amante in città, trascorsi un’intera notte con lui perché avevo capito che stava male più del solito e gli dissi che non doveva più bere ma parlare con me del suo problema, come a un fratello”. Lino Banfi racconta che in quell’occasione Renzo Montagnani si aprì molto con lui: “in quella occasione, si confidò molto con me e questo mi rese veramente felice”.

Il figlio di Renzo Montagnani faticava a comunicare con tutti compreso il padre

Renzo Montagnani parlando del figlio una volta disse: “per come ho vissuto, certe cose gliele avrei trasmesse, a mio figlio. Gli avrei insegnato la dolcezza, per esempio. E a piangere, a commuoversi, a comprare un mazzo di fiori”. Lui era costretto a recitare nelle commedie trash, ma non poteva farne a meno. Renzo Montagnani ha sofferto molto perché la critica e la stampa non lo considerava e lo riteneva un attore da “bordello”. Renzo una volta disse: “io mi ritengo l’ultimo in graduatoria, anche se venisse fuori qualcun altro nuovo, io resterei sempre l’ultimo”.

Lo turbò molto come lo descrisse un critico del tempo: “un critico, un giorno, ha scritto di me attore da bordello… Io ho sofferto tanto perché non mi sento affatto un attore da bordello, mi sento un attore che ha alle spalle ventiquattro anni di professione seria”.

Però, da buon toscano, Renzo Montagnani sapeva anche scherzarci su. Una volta parlando dei suoi film disse: “Shakespeare è facile, la cosa più facile del mondo. Possiedi un briciolo di dote, un filino di intelligenza dici: ìonesta come le mosche che gremiscono i macelli folleggiando anche col ventoì. E la gente applaude, sbava rispetto, si commuove perché dici Shakespeare, dici Sartre, dici Shaw, dici Brecht. E’ farsi apprezzare dicendo ‘Che belle chiappe che hai’ o ‘Che bel sedere’ che è difficile”.

Edwige Fenech sul figlio di Renzo Montagnani

Anche Edwige Fenech parlò del dramma del figlio di Renzo Montagnani. L’attrice disse: “lui ha sofferto per non aver fatto una carriera diversa, pensava di meritare di più. Diciamoci la verità: gli davano soddisfazione i ruoli più colti”. Edwige Fenech era molto affezionata a Renzo Montagnani: “gli volevo molto bene, era un uomo di estrema sensibilità. Era capace di piangere o di commuoversi per i gesti di affetto nei suoi confronti. Voleva molto bene a mio figlio, che allora era piccolo. Lo trattava da grande, come fosse un suo amico”.

Edwige Fenech continua poi parlando della tristezza di fondo dell’attore toscano: “Renzo aveva un fondo di tristezza. Amava enormemente Daniele. Mi parlò della situazione di suo figlio, ma lo faceva poco, con grande sofferenza e facendo forza alla sua discrezione. Sentivo che per lui era una cosa terribile. Era un padre pieno di amore e di dolore”. Lei poi prosegue dicendo: “Renzo era un orso buono. E nonostante il suo fardello di dolore, con lui non si smetteva di ridere mai”.

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Luca Miglietta

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Pubblicato da Luca Miglietta

Luca Miglietta, classe 1988, nato a Torino, appassionato di cinema e di tutto il mondo che lo circonda. Cresciuto fin da piccolo con la passione per il grande schermo guardando saghe come Ritorno al Futuro, Star Wars ed Indiana Jones. Difficile dire quale sia il mio film preferito in assoluto, perché generalmente non mi affeziono a un singolo film a parte quelli sopracitati che sono legati alla mia infanzia. Se dovessi però dirne qualcuno penserei a: Blade Runner, Terminator o Apocalypse Now. Non amo solamente il cinema, ma anche la letteratura e la fotografia.

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