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Ebola e il cinema, come è trattato il virus

Ebola e il cinema

Tutte le volete che questa terribile febbre emorragica causata da questo filovirus è stata citata nei film

Ebola e il cinema
La foto al microscopio del virus Ebola

Devo innanzitutto premettere che questo articolo, che tratta il rapporto tra ebola e il cinema, non vuole essere un approfondimento scientifico, ma solo una analisi dal punto di vista cinematografico.

Ebola fece la sua prima comparsa nella Repubblica democratica del Congo e in Sudan nel 1976 dove ci furono 600 casi e 331 decessi. A quel tempo il virus era ancora sconosciuto. Nello stesso anno in un laboratorio belga arrivarono le provette con il sangue infetto di una suora che si era ammalata di una misteriosa febbre a Kinshasa.

Dopo attente ricerche e studi il microbiologo Peter Piot capì che non si trattava del virus di Marburg che provocava, anch’esso, una forte febbre emorragica, ma di un virus più lungo e più pericoloso, che sembrava un verme. Piot e i suoi colleghi decisero di chiamarlo Ebola, dal nome della valle dove si era diffusa l’epidemia e dove era morta la suora.

Ebola e il cinema, mappa
Mappa del Congo, con evidenziata la zona dove si verificarono nel 1976 i primi casi documentati di Ebola

Rapporto tra Ebola e il cinema e storia di questa terribile malattia

Epidemia del 2014 in Africa occidentale, che ha colpito Guinea, Liberia e Sierra Leone

A distanza di 38 anni nulla era cambiato, il virus ha continuato ad uccidere, ma questa volta la situazione era molto più grave di allora perché i morti erano sono migliaia. I paesi più colpiti erano la Guinea, la Liberia e la Sierra Leone.

L’epidemia di Ebola ha continuato a uccidere fino al 2016, quando si è conclusa. I morti sono state 11.325 in dieci paesi, su un totale di 28.652 casi confermati, una letalità molto alta insomma.

Epidemia da virus Ebola 2018-2019

Si tratta della decima epidemia documentata di malattia da virus Ebola (EVD) causata da ebolavirus Zaire (ZEBOV) nella Repubblica democratica del Congo (RdC). I primi casi erano stati segnalati nella provincia di North Kivu al confine con l’Uganda.

Si tratta della più grande epidemia mai documentata in Repubblica democratica del Congo e la seconda mai verificatasi dopo l’epidemia del 2014-2016 in Africa occidentale. L’epidemia ha poi colpito la provincia di Ituri, il Sud Kivu ed è arrivata alla città di Goma

L’epidemia da virus Ebola che ha colpito il Congo tra il 2018 e 2019 ha causato 2,266 morti

Ebola e il cinema, fiume
Il fiume Ebola
Quanti tipi di ebola esistono?

Esistono 5 specie di ebolavirus: Bundibugyo ebolavirus, Reston ebolavirus, Sudan ebolavirus, Taï Forest ebolavirus (originariamente Côte d’Ivoire ebolavirus) e Zaire ebolavirus.

Ebola colpisce gli umani con una febbre emorragica, ha un tasso di mortalità molto alto e fa parte della famiglia dei Filoviridae (filovirus), la stessa famiglia a cui appartengono anche il genere Marburg virus e il genere Cuevavirus. Un tasso di mortalità più alto del Covid-19 a cui ci siamo tristemente abituati nel 2020 per intenderci.

Come ci si contagia con il virus Ebola?

Il virus Ebola entra nel corpo umano attraverso il contatto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di animali infetti. In Africa l’infezione avviene dopo il contatto umano con scimpanzé, gorilla, scimmie, antilopi e porcospini, trovati malati o morti nella foresta pluviale e in particolare tramite i pipistrelli della frutta.

E sembra che proprio il pipistrello della frutta (Pteropodidae), anche noto come “volpe volante” sia l’ospite naturale di Ebola. Dopo essersi trasferito dagli animali selvatici all’uomo, il contagio di Ebola avviene da uomo a uomo tramite sangue e altri fluidi biologici come saliva, urina, vomito di soggetti infetti vivi o morti. La sua trasmissione per via sessuale si può verificare fino a 7 settimane dopo la guarigione a causa della prolungata permanenza del virus nello sperma.

Poiché i filovirus possono sopravvivere in liquidi o in materiale secco per diversi giorni il contagio di ebola può avvenire anche attraverso il contatto indiretto con oggetti contaminati. Questo tipo di virus sono inattivati da irradiazione gamma, riscaldamento a 60°C per 60 minuti o bollitura per 5 minuti, al contrario, il congelamento e la refrigerazione non sono in grado di inattivare i filovirus.

Ebola e il cinema, fiume aeroplano
Foto dall’alto del fiume Ebola
Periodo di incubazione

L’incubazione di Ebola può durare dai 2 ai 21 giorni, ai quali di solito fa seguito febbre, dolori muscolari, spossatezza, mal di testa. Con il progredire della patologia possono comparire anoressia, diarrea, nausea e vomito. Questa è una prima fase e può durare fino a 10 giorni, poi Ebola si evolve con la comparsa di segni e sintomi che fanno pensare a danni a organi e apparati .

Si possono presentare problemi della funzione epatica e renale, respiratoria, gastrointestinale, del sistema nervoso centrale, vascolare, cutaneo. Le emorragie, sia cutanee sia viscerali, si verificano in oltre la metà dei malati di Ebola, in genere dopo una settimana dall’esordio della malattia e si può trattare di sanguinamenti del tratto gastrointestinale, epistassi, emorragie sottocongiuntivali e gengivali.

Quali film parlano del rapporto tra Ebola e il cinema?

Quando nel 2014 era scoppiata la pandemia in Africa occidentale si è parlato diffusamente di ebola sui media occidentali. Due erano i film più visti: Virus Letale e Contagion. Quest’ultimo tristemente associato anche alla pandemia di coronavirus che si è diffusa in tutto il mondo nel 2020, ha causato quasi 2 milioni di morti ed ha costretto i pasi a limitare la libertà di movimento.

Ebola e il cinema, Virus letale,  Dustin Hoffman
Una scena di Virus letale, che ha come protagonista Dustin Hoffman
Virus letale

Si tratta di un film uscito nel 1995 e diretto da Wolfgang Petersen che racconta di Motaba, un virus simile a Ebola, che si diffonde in Africa. Virus letale ha come protagonisti Morgan Freeman, Donald Sutherland, Dustin Hoffman, Rene Russo, Kevin Spacey, Cuba Gooding Jr. e Patrick Dempsey. Le somiglianze tra Virus letale ed Ebola sono molte:

  • ebola è un potente virus che distrugge i tessuti
  • ebola proviene dall’Africa
  • il potenziale vaccino contro ebola non può essere sviluppato in tempo
  • l’arrogante affermazione che gli ospedali americani e in genere occidentali siano equipaggiati per affrontare l’epidemia, e i casi dei giorni nostri delle due infermiere infettate dal paziente Thomas Eric Duncan dimostrano come non lo siano affatto. La stessa cosa è accaduta in Spagna.

Grazie a Virus Letale il grande pubblico conobbe il virus Ebola, ma, nonostante la sua scoperta sia avvenuta negli anni settanta, non esiste ancora un vaccino.

Contagion

Si tratta di una pellicola diretta da Steven Soderbergh nel 2011, che documenta la rapida diffusione nel mondo di un virus letale, che uccide 26 milioni di persone prima che venga trovato un vaccino. Contagion ha come protagonisti Marion Cotillard, Matt Damon, Laurence Fishburne, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Bryan Cranston. Vi sono in questo caso meno similitudini tra il film e la situazione ed Ebola.

Il virus assomiglia molto più terribilmente alla pandemia di coronavirus attuale che a differenza di Ebola sta coinvolgendo tutto il mondo, Italia compresa. Quante somiglianze col Covid-19

  • i tentativi di contenere l’infezione in un solo paese (Cina) sono falliti, il virus si è diffuso in più paesi
  • la paura si è diffusa più velocemente del virus stesso
  • ogni giorno tv, giornali ed internet ci bombardano di notizie sul coronavirus e riguardanti il numero di contagiati e morti. Senza dimenticare le teorie complottiste o riduzioniste del problema, tesi che purtroppo coinvolgono alcuni scienziati ed aumentano la diffusione della pandemia di Covid-19.

Il film di Steven Soderbergh si ispira comunque ad un altro virus, ne ho parlato in questo articolo: Ecco qual è il virus a cui si ispira Contagion. Non è sicuramente Ebola, ha comunque anticipato quello che sta ora accadendo durante la pandemia di coronavirus.

Ebola e il cinema, Contagion
Una scena di Contagion, che ha come protagonista Marion Cotillard
Cosa disse lo sceneggiatore di Contagion a proposito di Ebola?

Proprio a proposito di Contagion vi propongo alcune dichiarazioni fatte ai microfoni del sito The Wrap da Scott Z. Burns, il suo sceneggiatore. Burns aveva parlato della crisi sanitaria causata da Ebola che si era verificata in Africa occidentale nel 2014.

Il virus? La paura è più pericolosa, mi preoccupa di più l’ignoranza…Abbiamo le risorse scientifiche per contenerla…Ci sono persone che hanno guardato l’ebola negli occhi, lo hanno fatto con successo in posti molto inospitali. Sono ottimista: se sosteniamo queste persone e forniamo loro le risorse di cui hanno bisogno, riusciremo a contenere l’epidemia. Quello che mi spaventa più dell’ebola sono i virus molto più banali della stupidità, della paura e della partigianeria politica.

Proprio perché una delle idee alla base della sceneggiatura di Contagion era quella di immaginare come un’emergenza sanitaria potesse essere complicata dall’isteria dei media, Scott Z. Burns ha poi proseguito sostenendo che:

È stato interessante vedere oggi la CNN attribuire il crollo dei mercati alla paura dell’Ebola, ne avevamo parlato durante la lavorazione di Contagion.

Poi Burns ha giustamente polemizzato, conoscendo la materia, avendo analizzato altri fenomeni pandemici del passato per la realizzazione della sceneggiatura di Contagion, riguardo ad una serie di errori fatali commessi nella gestione dell’epidemia:

Incredibile inefficienza nella risposta alla prima comparsa dell’Ebola in Africa Occidente. In Contagion il virus era nuovo, mentre l’Ebola lo conosciamo da 40 anni e, ciononostante, stiamo commettendo degli errori da novellini, il che è molto preoccupante. Penso che le malattie abbiano la capacità di mettere in risalto le nostre debolezze ed è quello che stiamo vedendo in questi giorni.

Ebola e il cinema, quali altre pellicole parlano ne parlano?

Esistono altri quattro film, oltre Virus Letale, che trattano di un’epidemia di Ebola virus: il film TV Ebola: Area di contagio (Virus), del 1995, Plague Fighters del 1996 e Tomb Raider: La culla della vita.

Il tema del virus che non può essere fermato inoltre è ricorrente in molti altri film, serie tv e romanzi, come 28 giorni dopo, The Walking Dead, The Strain e Il Passaggio.

Vi sono anche dei riferimenti ad ebola nei videogiochi, come in Resident Evil, dove il Virus T è una versione modificata del Virus Progenitore, creato modificando geneticamente il virus Ebola. Un altro esempio è il videogioco Trauma Team, dove si manifesta un’epidemia di un virus chiamato “Rosalia“, i cui effetti sono molto simili a quelli del virus Ebola.

foresta pluviale
Foresta pluviale in Congo
The Hot Zone – Area di contagio

Una miniserie interessante da vedere è sicuramente The Hot Zone – Area di contagio (The Hot Zone). The Hot Zone è stata creata da James V. Hart ed è basata sull’omonimo romanzo di Richard Preston.

La miniserie racconta la storia della scoperta del Virus Ebola, per questo gli ho dedicato un capito a parte,


Avete mai visto qualcuno di questi film? Dite cosa pensate del rapporto tra le pandemie ed il cinema. Infine vi ricordo che, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie su film e serie TV, potete seguire il blog sui canali Facebook, Instagram e Twitter.

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Luca Miglietta