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Songbird accusato di non aver seguito i protocolli anti coronavirus

Songbird accusato di non aver seguito i protocolli anti coronavirus

Le riprese dell’ultimo film d’azione prodotto da Michael Bay si sono svolte in soli 19 giorni. Un membro della troupe ha accusato la produzione di non aver seguito tutte le norme anti Covid-19

Songbird accusato di non aver seguito i protocolli anti coronavirus

Songbird accusato di non aver seguito i protocolli anti coronavirus. L’ultimo film prodotto da Michael Bay è finito sotto accusa per non aver rispettato le norme anti Covid-19 sul set. Una scelta per risparmiare tempo e soprattutto denaro. 

La pellicola a basso costo diretta da Adam Mason è stata una delle prime ad essere girata a Los Angeles durante la pandemia di coronavirus, che continua ad affliggere la California come molti altri stati americani. Il film aveva ottenuto le autorizzazioni promettendo una ridotta presenza umana sul set, come previsto dalle rigide norme californiane.

Ora però, come riporta l’informatissimo Hollywood Reporter, un membro della troupe ha rivelato che le riprese del film si sono svolte senza seguire molte regole, previste per contrastare la pandemia di Covid-19.

Alcuni dei protocolli sono finiti alle ortiche perché a fine giornata non c’era tempo per fare ciò che si doveva fare e finire un film in soli 19 giorni. Questo significava avere set più affollati del dovuto, cambiare le luci dopo che gli attori erano già arrivati sul set, non sanificare tutti gli oggetti toccati da altri membri della troupe. Una volta che i protocolli vengono messi in discussione si comincia a dire ‘Non importa stare a un metro e mezzo di distanza’. Anche gli addetti alla sicurezza sanitaria non controllavano spesso. Erano quasi come un assistente di produzione, ci dicevano ‘Fate così e cambiate mascherina’ e poi se ne andavano. Nessuno mi ha mai controllato.

Se fosse davvero andata così sarebbe una beffa per le produzioni che hanno rispettato le regole ed hanno dovuto sopportare costi non indifferenti, pensate a quanto ha dovuto spendere la Universal per Jurassic World: Dominion. Ne ho parlato ieri in questo articolo: “Spesi 3 milioni in test per il coronavirus sul set di Jurassic World: Dominion“.

Songbird accusato di non aver seguito i protocolli anti coronavirus che molte altre pellicole stanno rispettando. Se dovessero rivelarsi vere le accuse non sarebbe un buon punto di partenza per le nuove riprese

Non si tratta di una buona notizia. Se si scoprisse che sul set i protocolli anti Covid-19 non son stati presi in considerazione, si tratterebbe di un grave precedente. Questo andrebbe a scapito della salute dei lavoratori sul set in pellicole a basso budget, dove magari non ci son attori famosi che pretendono di lavorare in un set sanificato.

A rendere grottesca la situazione è il fatto che Songbird narra di un futuro in cui la pandemia è mutata e si continua ad avere a che fare con i lockdown. Un futuro che nessuno vorrebbe che si verificasse mai insomma.

Nico (K.J. Apa) è un corriere con l’immunità al virus che ha una relazione con una giovane artista di nome Sara (Sofia Carson). Per poter stare con lei, il ragazzo deve andare contro la legge marziale, dei vigilanti assassini e una famiglia molto unita e influente guidata da una matriarca, interpretata da Demi Moore. Lei non si fermerà davanti a nulla pur di proteggere i suoi cari e mantenere lo status quo. Nel cast troviamo anche Bradley Whitford, Craig Robinson, Jenna Ortega, Paul Walter Hauser e Peter Stormare.

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Luca Miglietta