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Sylvester Stallone era vittima di bullismo

Sylvester Stallone era vittima di bullismo

Da giovane ha avuto diversi problemi coi suoi coetanei a causa dell’aspetto fisico, ma ha saputo sempre fronteggiare le avversità

Sylvester Stallone era vittima di bullismo
Una scena di Rambo, che ha come protagonista Sylvester Stallone

Durante la sua adolescenza Sylvester Stallone era vittima di bullismo. E’ un attore che non ha mai avuto una vita semplice, la sua esistenza è sempre stata una perenne lotta contro il destino, proprio come il suo Rocky Balboa.

Sylvester Stallone ha avuto un’infanzia difficile, è stato vittima dei bulli che lo prendevano in giro ed era perennemente senza soldi. Figlio di Frank Stallone, un barbiere nato da immigrati italiani e di Jacqueline Labofish, che faceva l’astrologa, da ragazzino viveva a New York. Aveva dovuto cambiare scuola più volte a causa dei problemi con i suoi compagni di classe e del suo rendimento scolastico.

Sylvester Stallone era vittima di bullismo e povero, ma questo non lo fece desistere e lo rese più determinato a raggiungere i suoi obbiettivi

Perché Sylvester Stallone era vittima di bullismo? Se pensiamo al fatto che ora è un attore amato e stimato, ci riesce difficile crederlo, ma se riflettiamo sulla parabola che ha avuto la sua vita, tutto diventa più realistico. Veniva preso in giro per via del suo insolito nome, in pochi nella suo quartiere infatti si chiamavano Sylvester. Sylvester Stallone inoltre era rachitico e quindi poteva essere facilmente preso di mira nella New York anni ’50.

Uno dei motivi per cui veniva tormentato dai coetanei era il suo ghigno, che più tardi lo renderà famoso nel mondo del cinema. Sapete da cosa era causato questa espressione? Anche questa vicenda ha dell’incredibile e testimonia quanto la vita si sia accanita contro di lui. Era infatti il risultato di una paresi facciale, causata durante il parto dalla rescissione del nervo facciale, per via di un maldestro uso del forcipe. Questo gli causò una lieve paresi del lato sinistro del volto e di conseguenza questa iconica espressione del viso.

Una situazione famigliare difficile e un trasferimento da New York a Filadelfia

Il gracilino Sly, preso di mira dai suoi coetanei decide di migliorarsi fiscalmente per poter affrontare i bulli. Inizia così ad allenarsi nella palestra Barbella’s gestita dalla madre e mette da parte i suoi problemi fisici. Riesce inoltre a mettersi in luce nella squadra di football della scuola.

Football che gli permette di trascorrere un periodo in Svizzera, grazie ad una borsa di studio sportiva, poi si iscrive all’Università di Miami per studiare Arte Drammatica, ma non conclude gli studi.

Nel 1969 torna a New York, la sua città natale per dedicarsi completamente alla recitazione. Si mantiene facendo molti lavori, dalla maschera al cinema, all’inserviente e nel tempo libero scrive copioni. Ottiene anche le sue prime apparizioni cinematografiche.

Sylvester Stallone era vittima di bullismo
Una scena di I mercenari – The Expendables, che ha come protagonista Sylvester Stallone

Sylvester Stallone Aveva persino dovuto vendere per 40 dollari il suo cane per poter mangiare

Qualche anno fa l’attore sul suo profilo Instagram, aveva raccontato della sua vita difficile prima di raggiungere il successo. Viveva in una casa poverissima, vicino ad una fermata della metropolitana insieme al suo fedele amico a quattro zampe Buktus. Le ristrettezze economiche erano tali che Sylvester Stallone dovette vendere il suo cane per soli 40 dollari per poter avere denaro per mangiare.

Sylvester Stallone, dopo il successo ottenuto con Rocky ricomprò l’animale. L’uomo a cui l’aveva venduto però speculò sul prezzo, vendendolo alla cifra esorbitante di 15 mila dollari, che l’attore pagò senza pensarci.

E’ valso ogni singolo penny speso. Baktus era il mio migliore amico, il mio confidente, rideva sempre dei miei scherzi e mi tirava su il morale, era l’unico essere vivente che mi volesse bene per quello che realmente ero. Senza di lui non avrei avuto la forza di scrivere le sceneggiature di Rocky. Lui è ancora lo sfondo del mio computer

Trovate il post di Sly cliccando su questo link: https://www.instagram.com/p/BSRPVCLjG9q/

La sua vita cambia grazie al successo ottenuto con Rocky. Proprio come Rocky Balboa, che ha dovuto faticare molto per diventare un grande pugile, Sylvester Stallone ha lottato per raggiungere il successo.

Sylvester Stallone quando Rocky viene premiato con tre premi Oscar, tra cui quello al miglior film e quello alla miglior regia, era un attore semi sconosciuto, con alle spalle nessun ruolo particolarmente interessante. Nessuno si aspettava da lui un tal successo.

Sylvester Stallone aveva deciso che avrebbe scritto ed interpretato Rocky dopo aver visto un incontro di boxe tra Muhammad Alì e lo sfavoritissimo Chuck Wepner. Aveva vinto il primo, ma tutti avevano tifato per il perdente, che era riuscito comunque a resistere a lungo sul ring ai colpi di Muhammad Alì contro ogni pronostico.

Stallone grazie a Rocky riceve la nomination all’Oscar sia come sceneggiatore che come attore.

Un esempio da seguire per grandi e piccini, la strada verso il successo per Sylvester Stallone è stata difficile e spesso piena di insidie

Sylvester Stallone ha sempre affrontato le avversità della vita con determinazione e può essere un esempio per tutti. Ha superato sia la povertà e il bullismo, subito durante l’infanzia, che la morte del figlio Sage, il 13 luglio 2012, a causa di un infarto improvviso, mentre nel suo appartamento di Los Angeles. Aveva soli 36 anni.

Un esempio da seguire se si pensa che i propri obiettivi nella vita siano difficili da raggiungere. Non bisogna mai scoraggiarsi e affrontare le avversità sempre con determinazione.

In questo interessante video di YouTube potete vedere un interessante focus sulla sfortuna che ha dovuto affrontare durane la sua vita.

Siete fa di Sylvester Stallone? Sicuramente avrete visto qualche suo film, è una star del cinema d’azione. Conoscevate la sua infanzia difficile e suoi i problemi con i bulli? Dite cosa ne pensate scrivendolo nei commenti sotto l’articolo.

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Luca Miglietta