Krzysztof Kieślowski, la vita e le opere del regista

Krzysztof Kieślowski, la vita e le opere del regista

Krzysztof Kieślowski, la vita e le opere

Il grande regista polacco autore di Tre colori – Film blu, Tre colori – Film bianco e Tre colori – Film rosso

Krzysztof Kieślowski e Juliette Binoche su set di Tre colori - Film blu, 1993
Krzysztof Kieślowski e Juliette Binoche su set di Tre colori – Film blu nel 1993
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Krzysztof Kieślowski nacque il 27 giugno 1941 in una Varsavia, occupata dai tedeschi. C’era la Seconda guerra mondiale ed era un periodo difficile fatto di stenti e sofferenze. Poco dopo la sua nascita i suoi genitori partirono per quello che allora era il confine orientale della Polonia, zona che ora fa parte dell’odierna Ucraina.

La migrazione dei Kieślowski continuò anche dopo la guerra, spostandosi di città in città nel sud della Polonia, poiché il padre di Kieślowski era in cura per la tubercolosi. Nel 1957 si trasferì a Varsavia per studiare al liceo tecnico teatrale statale. Nel 1964 Krzysztof Kieślowski è stato accettato dalla “Leon Schiller National Film, Television and Theatre School” di Łódź, dove ha studiato al dipartimento di regia.

I cortometraggi

Krzysztof Kieślowski come la maggior parte dei polacchi durante il comunismo non ha potuto viaggiare all’estero per molti anni. In qualità di regista ha però viaggiato per la Polonia alla ricerca di materiale suoi documentari.

Krzysztof Kieślowski assieme altri registi del “Documentary Film Studio di Varsavia” hanno realizzato alcuni cortometraggi con titoli come “Fabryka” (Fabbrica), “Szpital” (Ospedale ) e “Dworzec” ( Stazione) che parlano della comunità e dei luoghi di lavoro, Questi cortometraggi raffiguravano la Polonia degli anni ’60, ’70 e ’80. Ognuno di essi parlava di un particolare gruppo di persone, ma, allo stesso tempo, offriva un’immagine più generalizzata della Polonia.

Nonostante Krzysztof Kieślowski fosse limitato nel suo lavoro dalla censura dello stato, voleva descrivere la vera Polonia nei suoi documentari nel miglior modo possibile. I suoi cortometraggi riescono con metafore e allusioni a dare una vera rappresentazione della realtà.

La censura di Destino cieco e Una breve giornata di lavoro

Nel 1981 Destino cieco (Przypadek) e Una breve giornata di lavoro (Krótki dzien pracy), due film di Krzysztof Kieślowski, mostrano in maniera aperta lo scontro tra il potere comunista e l’opposizione sotterranea, e furono banditi dalla censura. Entrambi i film parlando della Polonia nel periodo in cui nasce il movimento Solidarnosc. Vengono ad esempio mostrate le riprese d’archivio che avevano come protagonista Lech Wałęsa durante i famosi scioperi nel cantiere navale di Danzica nell’agosto 1980.

Collaborazione e riconoscimenti di Krzysztof Kieślowski

Senza fine (1985)

Il film del 1985 Senza fine (Bez konca) è stato un punto di svolta nella carriera cinematografica di Krzysztof Kieślowski. La sceneggiatura è stata scritta da Kieślowski e Krzysztof Piesiewicz, un avvocato che successivamente divenne un politico. Questa è stata la loro prima collaborazione alla scrittura, che sarebbe continuata anche nelle pellicole successive di Krzysztof Kieślowski.

La colonna sonora di Senza fine è a cura di Zbigniew Preisner, che collaborerà poi nella maggior parte dei film successivi del regista. Il direttore della fotografia Piotr Kwiatkowski ha lavorato a due dei primi documentari di Krzysztof Kieślowski ed è tornato, anni dopo, a lavorare cui lui nella trilogia dei Tre colori.

Senza fine si riferisce all’introduzione della legge marziale in Polonia nel 1981, e racconta le conseguenze della morte dell’avvocato Antek Zyro. Sebbene i suoi funerali si siano svolti da poco, il suo spirito continua ad osservare, senza essere visto, cosa accade ai suoi cari. La moglie Ursula è una traduttrice ed i due hanno un figlio, Jacek. La difesa dell’operaio Darek, passa in mano a Labrador, un anziano mentore di Antek.

Senza fine è stato criticato dalle autorità del partito comunista, dall’opposizione clandestina e dalla Chiesa cattolica per motivi etici, da tutti insomma, ma oggi è considerato dalla critica uno dei più grandi successi di Krzysztof Kieślowski.

Altre pellicole

Poco dopo, Krzysztof Kieślowski ha realizzato una serie di film per la televisione ispirati ai dieci comandamenti intitolati Decalogo. Ha realizzato le versioni più lunghe di due episodi del Decalogo per il cinema: Breve film sull’uccidere (Krótki film o zabijaniu) e Non desiderare la donna d’altri (Krótki film o miłości).

Due film che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali e Krzysztof Kieślowski da regista locale è diventato un autore cinematografico mondiale.

Il successo internazionale

Dopo il successo internazionale Krzysztof Kieślowski ha cominciato a viaggiare in tutto il mondo e a frequentare numerosi festival. Tra 1988 e 1989, con i suoi film, ha infatti preso parte a numerosi eventi in Europa, Nord e Sud America.

I suoi film successivi divennero produzioni internazionali, in cui il suo obiettivo era osservare la società europea. Dopo la caduta della cortina di ferro nel 1989, Krzysztof Kieślowski ha realizzato film che mostrano come gli europei dell’est e dell’ovest possono unirsi, nonostante le esperienze diverse durante il dopoguerra.

I film della Trilogia dei Tre colori

A completare la produzione cinematografica di Krzysztof Kieślowski sono i film della Trilogia di Tre colori: blu, bianco e rosso usciti tra il 1993 e il 1994. I titoli dei film fanno riferimento ai colori della bandiera francese e agli slogan della Rivoluzione francese “liberte”, “egalite” e “fraternite” . Le pellicole si pongono la domanda su cosa sono la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza alla fine del ventesimo secolo.

Ciascuno dei film si svolge in un diverso paese europeo: Film blu in Francia, Film bianco in Polonia e in Francia e Film rosso in Svizzera. Ogni colore ha una significato, il blu rappresenta la libertà, il bianco l’uguaglianza ed invece il rosso la fratellanza. Ciascuna delle tre pellicole ha come protagoniste delle attrici francesi Julie Delpy, Juliette Binoche e Irène Jacob.

La Trilogia dei Tre colori è stata un grande successo internazionale. Krzysztof Kieślowski con Film blu ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Film bianco invece ha ricevuto l’Orso d’argento alla Berlinale. Film rosso ha ricevuto la nomination agli Academy Awards in tre categorie: per la migliore regia, sceneggiatura e fotografia.

Nel 1993 Kieślowski annunciò che si sarebbe ritirato dalla regia

Krzysztof Kieślowski è morto il 13 marzo 1996, dopo un intervento chirurgico al cuore, a soli 55 anni. Al suo funerale, Józef Tischner, filosofo e sacerdote polacco, nell’omelia ha detto:

Con le sue opere ci ha aiutati a difendere la fede contro l’aggressione del sapere e ci ha aiutati a capire più profondamente noi stessi.

I funerali di Krzysztof Kieślowski si sono svolti in una chiesa del centro di Varsavia con la partecipazione della moglie Maria, della figlia Marta e degli amici del regista. Erano presenti anche il produttore Marin Karmitz, le attrici francesi Juliette Binoche e Irène Jacob e migliaia di cittadini comuni.

L’ottantesimo anniversario della nascita di Krzysztof Kieślowski

Ho voluto scrivere questo articolo perché oggi è l’ottantesimo anniversario della nascita di Krzysztof Kieślowski. Google per l’occasione ha dedicato all’artista polacco anche uno dei suoi famosi Doodle. Conoscevate la storia e la carriera di questo straordinario regista? Quante pellicole di Krzysztof Kieślowski avete visto? Ditelo nei commenti.

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Luca Miglietta

Pubblicato da Luca Miglietta

Luca Miglietta, classe 1988, nato a Torino, appassionato di cinema e di tutto il mondo che lo circonda. Cresciuto fin da piccolo con la passione per il grande schermo guardando saghe come Ritorno al Futuro, Star Wars ed Indiana Jones. Difficile dire quale sia il mio film preferito in assoluto, perché generalmente non mi affeziono a un singolo film a parte quelli sopracitati che sono legati alla mia infanzia. Se dovessi però dirne qualcuno penserei a: Blade Runner, Terninator o Apocalypse Now. Non amo solamente il cinema, ma anche la letteratura e la fotografia.

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