Little Miss No-Name, la bambola triste

Little Miss No-Name, la bambola triste

Little Miss No-Name

Una bambola che doveva essere l’antitesi della Barbie

Little Miss No-Name
Ecco com’è Little Miss No-Name
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Conoscete Little Miss No-Name? Si tratta di una bambola progettata nel 1965 come l’antitesi della Barbie che era incredibilmente affascinante. Little Miss No-Name ha però fallito la sua missione di essere una bambola giocattolo meno perfetta della Barbie. Il principale passo falso di Hasbro con questa bambola è stato sicuramente quello di cercare qualcosa di diverso rispetto alla famosa bambola bionda. Era difficile trovare un mercato che avesse tanta passione come quello degli amanti della Barbie. Un numero di persone impressionante insomma.

Little Miss No-Name era una bambola disegnata da Deet D’Andrade. Si dice che nel disegnare questa bambola sia ispirato ai dipinti dell’artista americana Margaret Keane. Lei dipingeva spesso donne, bambini e animali con enormi occhi. La caratteristica principale delle opere di Margaret Keane sono gli occhi da cerbiatto dei suoi soggetti, grandi e sproporzionati rispetto ai volti. Il suo stile piaceva a molti tanto che le attrici Joan Crawford e Natalie Wood hanno entrambe chiesto all’artista di fare loro un loro ritratto.

Negli anni novanta, inoltre, anche il regista Tim Burton le commissionò un ritratto, quello di l’attrice Lisa Marie, la sua fidanzata dell’epoca. Il regista collezionava pure delle opere di Margaret Keane ed amava così tanto la pittrice da dedicarle il film Big Eyes. La pellicola narra la vera storia di Margaret Keane e del marito Walter Keane, ritenuto per anni il vero autore delle opere della moglie. Questa straordinaria pittrice che ha rivoluzionarono l’arte americana è stata fondamentale per la creazione di Little Miss No-Name ed è un peccato che la bambola non abbia avuto successo.

Little Miss No-Name era una bambola triste e dimessa

Si tratta di una bambola impoverita rispetto alla Barbie è senza scarpe ed è vestita con un sacco di iuta con toppe. Ha inoltre una spilla da balia che tiene insieme l’abito. Aveva inoltre grandi occhi marroni e tristi, una bocca cadente e una ciocca di capelli biondi spettinati. Lo stato triste in cui era raffigurata la piccola ragazzina senza nome era accentuato da una grande lacrima di plastica che poteva essere inserita in un buco sotto uno dei suoi occhi.

In aggiunta alla sua difficile situazione, la mano della bambola era modellata in modo tale che, quando il suo braccio era teso, sembrava che stesse chiedendo l’elemosina. Trovate la pubblicità di Little Miss No-Name andata in onda nel 1965 in un video in streaming su YouTube. Se non riuscite a vedere l’anteprima dovete cliccare su questo link: Bambola.

Non ebbe molto successo

Little Miss No-Name rimase sul mercato poco tempo. Visto l’insuccesso la casa produttrice preferì ritirare dal mercato la bambola e pensare ad un nuovo progetto. Si tratta però di un giocattolo molto popolare tra i collezionisti di giocattoli vintage, che non esitano a spendere grosse cifre per accaparrarsela. Se siete uno dei fortunati possessori della bambola potreste venderla e ricavarne un bel guadagno.

La bambola si trova in vendita se Ebay anche a 700 dollari, se fate il cambio in Euro capirete che potete fare un bel gruzzolo.

Perché la bambola è stata un insuccesso

Voi vi starete chiedendo quale genitore avrebbe regalato a sua figlia una bambola così, vero? Per contrastare la Barbie avrebbe avuto più senso creare bambole altrettanto belle ma dalle proporzioni “normali” . Gli occhi grandi attirano i bambini, come succede ad esempio nel caso dei manga, ma quelli di Little Miss No-Name sono tristi e poco espressivi.

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Luca Miglietta

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Pubblicato da Luca Miglietta

Luca Miglietta, classe 1988, nato a Torino, appassionato di cinema e di tutto il mondo che lo circonda. Cresciuto fin da piccolo con la passione per il grande schermo guardando saghe come Ritorno al Futuro, Star Wars ed Indiana Jones. Difficile dire quale sia il mio film preferito in assoluto, perché generalmente non mi affeziono a un singolo film a parte quelli sopracitati che sono legati alla mia infanzia. Se dovessi però dirne qualcuno penserei a: Blade Runner, Terminator o Apocalypse Now. Non amo solamente il cinema, ma anche la letteratura e la fotografia.